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mercoledì 30 maggio 2012

CONTRATTO TRIENNALE PER STRAMACCIONI, RIPARTIRE DA QUI

Manca l’ufficialità che arriverà nei prossimi giorni ma ormai non ci sono dubbi (anche se in realtà dubbi non ce ne sono mai stati nelle ultime settimane) l’allenatore dell’Inter nelle prossime tre stagioni sarà Andrea Stramaccioni. E’ stato lo stesso Presidente Moratti a confermarlo ieri pomeriggio all’uscita degli uffici della Saras “non ero presente in sede, c'era lui, è tutto già fatto, il contratto è stato rinnovato per 3 anni”. L’accordo triennale prevede un ingaggio di 500 mila euro a salire più bonus legati ai risultati sportivi.
Un buon punto di partenza per la nuova Inter. Un punto di partenza già fatto qualche mese fa quando Moratti, estasiato dalla vittoria nerazzurra nella Next Generation Series, decise di esonerare Ranieri e diede la squadra in mano a questo sconosciuto ragazzo romano.
Il resto l’ha fatto Strama. Mostrando subito sicurezza già dalla conferenza stampa di presentazione e conquistandoci giorno per giorno. Non gli abbiamo chiesto i miracoli, non poteva farli. Ma ha ridato entusiasmo ad un ambiente avvilito, ha saputo cavare il meglio da tanti grossi campioni (vi ricorda qualcuno?) e alla fine il capolavoro: il derby vinto con quella personalità, preparazione ai dettagli, coraggio, tipico dei grandi tecnici. E pazienza se ha fallito l’obiettivo del terzo posto.

martedì 29 maggio 2012

CODICE ETICO E DOPPIOPESISMO, IL CASO CRISCITO-BONUCCI

Bella l’idea del codice etico per la nostra Nazionale. Puoi vestire la maglia azzurra solo se hai un comportamento sportivo. Niente colpi di testa, niente scenate, niente atteggiamenti al di sopra delle righe. Uno come Balotelli, per dirne uno, ha rischiato più volte di perdere la maglia azzurra per via dei suoi comportamenti tutt’altro che impeccabili.
E arriva la giornata di ieri. All’alba la polizia si presenta a Coverciano dove risiede la nazionale azzurra in vista degli Europei che inizieranno fra poche settimane e consegna a Domenico Criscito un avviso di garanzia perché indagato con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla frode e alla truffa sportiva.
E il momento di far valere il codice etico e la Federcalcio decide di non includere nella lista per gli Europei il terzino dello Zenit Pietroburgo. Ufficialmente per evitargli la forte e insostenibile pressione mediatica, in realtà perché indagato.
Nella frenetica giornata di ieri esce fuori un altro nome eccellente che riguarda un giocatore azzurro: Leonardo Bonucci. Pare evidente a tutti che il difensore bianconero avrà la stessa sorte del suo collega. Se il codice etico vale per Criscito, varrà sicuramente anche per Bonucci.

lunedì 28 maggio 2012

BOMBA CALCIOSCOMMESSE, ARRESTATI MAURI E MILANETTO

Che ci fosse qualcosa nell’aria si era capito. Non che fosse difficile intuire che l’indagine sul calcio scommesse presto o tardi avrebbe portato scenari inaspettati. Ma ieri si aveva la sensazione che l’esplosione di una bomba fosse molto vicina.
E stamattina la bomba è esplosa fragorosamente. Diciannove arresti, otto calciatori, alcuni nomi eccellenti tra cui il capitano della Lazio Stefano Mauri e l’ex centrocampista del Genoa, attualmente al Padova, Omar Milanetto, oltre a Cristian Bertani (Sampdoria, ex Novara), Paolo Acerbis (Vicenza), Alessandro Pellicori (ex Torino), Marco Turati (Modena), Matteo Gritti (portiere del Bellinzona, ex Albinoleffe) e Ivan Tisci (direttore sportivo).

Per tutti il reato contestato è di associazione a delinquere finalizzato alla truffa e alla frode sportiva. Gli investigatori hanno ricostruito che sia Mauri sia Milanetto erano disponibili, in cambio di denaro, a combinare gli incontri delle loro rispettive squadre. Accertati anche diversi contatti tra i giocatori e gli esponenti dell'organizzazione criminale.

domenica 27 maggio 2012

I RICORDI "CONFUSI" DI CARESSA GETTANO FANGO SU ZILIANI

Girando sul web ho trovato questa lettera che Paolo Ziliani ha inviato a diversi blog e siti di informazione.
Questa è la vita: essere accusati di avere scritto, sulle pagine de “Il Giorno”, che Paolo Rossi e Antonio Cabrini, ai Mondiali di Spagna dell’82, s’inchiappettavano; che Rossi era il “marito” e Cabrini la “moglie”; che tutta la nazionale, capeggiata da Zoff e Causio, tentò di vendicarsi passando alle vie di fatto nei miei confronti, compattandosi fino ad arrivare a vincere il Mundial in reazione all’ignominia patita. Mica male no?
Peccato che quel che racconta Fabio Caressa, numero uno dei telecronisti Sky, nel suo libro “Gli angeli non vanno mai in fuorigioco” (Mondadori), uscito in questi giorni con grande battage pubblicitario e presentato ovunque, dalle Librerie Feltrinelli a Radio Deejay, sia falso. Perché io al Mundial di Spagna dell’82 non c’ero nemmeno. Avevo 28 anni, ero arrivato al “Giorno” da pochi mesi dopo il praticantato svolto al “Guerin Sportivo” a Bologna, e mentre Rossi e Cabrini in Spagna trascinavano l’Italia al trionfo mundial io ero a Milano e mi occupavo, da ultimo arrivato nella redazione che fu di Brera e di Fossati, di calciomercato. Ma tant’è. 
(Il resto della lettera lo trovate QUI)
Credo che ci sia poco da aggiungere. Ormai per un po’ di pubblicità e per vedere qualche copia in più di un libro si fa di tutto. Anche gettare tanta melma su un collega (della concorrenza, è bene sottolinearlo).

sabato 26 maggio 2012

L'ULTIMA DI PEP. LA FINE DI UN'EPOCA CHE E' GIA' STORIA

Se ne va tra gli applausi Josep “Pep” Guardiola. Ma soprattutto se ne va da vincente. E non potrebbe essere diversamente visto che alla guida del Barcellona in quattro anni ha vinto 14 trofei su 19 competizioni. L’ultimo trionfo ieri sera nella finale della Coppa del Re contro l’Athletic Bilbao di Bielsa, rivelazione spagnola di questa stagione. Ai blaugrana sono bastati 25 minuti per chiudere il match con un 3-0 netto che ha regalato l’ultima standing ovation al suo grandissimo condottiero.
E pazienza se quest’anno nella Liga si è dovuto arrendere al Real Madrid di Mourinho e in Champions League è stato eliminato dal Chelsea che poi ha trionfato.
L'avventura nella Liga del Pep allenatore si era aperta con una sconfitta (1-0 contro il Numancia) e si è conclusa con un pareggio (2-2 a Siviglia contro il Betis). Nel mezzo, però, tante vittorie, quasi tutte: il 76,3%. La squadra perfetta del tecnico spagnolo chiude un ciclo di quattro anni dove ha dominato in Spagna, in Europa e nel mondo.

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